Le strutture materiali, comprese quelle viventi, possono essere concepite come contenitori usa e getta per veicolare informazione nel tempo, una metafora potente supportata dalla teoria dell’informazione quantistica e biologica, dove la materia funge da substrato temporaneo per informazioni persistenti.
L’informazione, dagli stati quantistici dei quark alle sequenze nucleotidiche del DNA, è astratta e immortale, mentre i “contenitori” come gli atomi, le molecole, le cellule, gli organismi, i gruppi sociali… sono entità fragili soggette a entropia: si assemblano, trasmettono e degradano. In meccanica quantistica, qubit entangled codificano info non-locali; la materia li “ospita” fino a decoerenza (collasso d’onda). Biologicamente, il DNA replica informazione genetica in proteine (hardware proteico), ma i corpi cellulari muoiono, passando informazioni alla prole attraverso la mitosi e meiosi, in un ciclo usa e getta.
A livello subatomico i quark e i leptoni si evolvono in protoni e neutroni, veicolando spin e carica (info base), ma le particelle decadono in millisecondi, trasferendo i loro stati a nuovi costituenti. A livello chimico e molecolare gli aminoacidi formano proteine enzimatiche; il RNA messaggero “legge” il DNA e si degrada dopo la traduzione. Le ellule eucariote (mitocondri inclusi) replicano il loro genoma, ma l’apoptosi (suicidio programmato) le dissolve dopo circa 10^9 repliche (limite Hayflick), passando l’informazione ai gameti della riproduzione. Gli organismi multicellulari sono “nodi” temporanei in catene evolutive. L’informazione che tiene unita una colonia di api o di formiche, sopravvive alla morte progressiva dei componenti della colonia.
Questo ragionamento vale anche per i prodotti tecnologici, in quanto composti da un harwarw materiale degradabile che contiene un software immateriale che potrebbe cavalcare il tempo. Questa visione implica l’immortalità dell’informazione e l’inevitabile mortalità materiale.

