Una forma sociale umana ipoteticamente più efficiente in termini di energia pro capite minimizzerebbe gli sprechi attraverso l’autosufficienza locale, la condivisione radicale e con soluzioni ingegneristiche e produttive, con entità territoriali decentralizzate e ispirate a modelli di permacultura e una struttura sociale come quelle egualitarie e di condivisione come quelle dei cacciatori raccoglitori..
Si ridurrebbe il consumo energetico pro capite eliminando le catene di approvvigionamento globale, con la produzione locale di cibo, attraverso un’agricoltura rigenerativa e zero trasporti; con un’energia rinnovabile condivisa a livello comunitario comunitario, concentrando la popolazione di queste entità territoriali in un’unica struttura abitativa e polifunzionale, altamente tecnologica, antisismica, antincendio e insonorizzata. In questo modo, con molto meno di mezzo ettaro per persona, i bisogni essenziali saranno coperti da un lavoro minimo (non più di tre ore giornaliere), perché tutto sarà focalizzato sulla manutenzione e sull’innovazione collaborativa.
L’ideale sarebbe un’organizzazione internazionale che possa coordinare queste federazioni di gruppi sociali di meno di 2000 abitanti, con decisioni consensuali prese attraverso assemblee, senza gerarchie asfissianti. Un’economia del dono con risorse comuni gestite digitalmente attraverso l’intelligenza artificiale. L’autosufficienza alimentare ed energetica locale permetterebbe l’abolizione della moneta nei rapporti interni all’organizzazione internazionale, con un uso esclusivo nei rapporti con il sistema di mercato.
Un cacciatore raccoglitore consuma meiamente circa 2500/300 chilo calorie per il suo sostentamento totale. Un occidentale, oltre a consumare grosso modo la stessa cifra di Kcal per il suo sostentamento, per l’adattamento al suo ambiente di adattamento consuma mediamente 35 megawatt/ora all’anno, corrispondenti a circa 82.500 Kcal giornaliere. Ovviamente non possiamo tornare a un sistema ecnomico di caccia e raccolta, ma certamente l’autosufficienza locale potrebbe far collassare il consumo di energia.

