L’altruismo è un modello comportamentale orientato al benessere degli altri, caratterizzato dalla disponibilità a fare il possibile per aiutare a soddisfare bisogni altrui, senza aspettarsi nulla in cambio. È un atteggiamento empatico, che mette l’interesse degli altri prima del proprio, e può manifestarsi in forme sia sociali sia private.
In un contesto comunitario di condivisione totale dei beni, in assenza di proprietà privata, di classi sociali, di gerarchie rigide e di uso del denaro, l’altruismo gioca un ruolo cruciale per garantire coesione, solidarietà e funzionamento armonioso della comunità. Favorisce la collaborazione tra i gruppi che gestiscono i vari piani della struttura polifunzionale, dove servizi comuni come mensa, cucina e pulizie sono condivisi, stimolando una partecipazione attiva e responsabile a beneficio dell’intero sistema.
L’altruismo sostiene la formazione di reti di fiducia e collaborazione che rafforzano il tessuto sociale della comunità. Contribuisce a prevenire conflitti, a ridurre l’isolamento sociale e a promuovere il benessere collettivo, mantenendo un clima di solidarietà tra i membri. In assenza di denaro e gerarchie asfissianti, l’altruismo diventa un motore fondamentale per la gestione dei beni comuni e il supporto reciproco, creando un ambiente dove le persone si aiutano volontariamente per il bene comune.
L’altruismo nelle federazioni di gruppi sociali è non solo un valore etico, ma un principio pratico che permette di superare le difficoltà legate alla convivenza, di sostenere l’autosufficienza e di mantenere il funzionamento fluido e sostenibile di un sistema sociale tanto complesso.
Poiché l’altruismo è il cemento che coalizza la comunità di condivisione, è opportuno adottare pratiche e strategie che favoriscano la cooperazione, la fiducia reciproca e la responsabilità collettiva. Si cerca di creare una cultura condivisa di valori fondati su solidarietà, rispetto e mutuo aiuto, attraverso momenti di formazione culturale, dialoghi e riflessioni collettive. Si favorisce la partecipazione attiva di tutti i membri nelle decisioni e nella gestione delle risorse, per rafforzare il senso di appartenenza e responsabilità verso la collettività, promuovendo attività collaborative e di mutuo supporto, come lavori comuni, momenti ricreativi condivisi e progetti di gruppo, che stimolino legami e relazioni positive. Già il fatto stesso che la comunità sia strutturata in gruppi che gestiscono un intero piano della struttura polifunzionale, facilita la conoscenza diretta e il supporto reciproco, riducendo anonimato e distanza sociale.
Chi contribuisce attivamente al bene comune viene premiato attraverso riconoscimenti simbolici e pratici, come incarichi di responsabilità nel gruppo e nella federazione. Inoltre i giovani possono accedere più velocemente alla maggiore età, che consente loro di farsi una propria famiglia.
Si deve comunque offrire supporto emotivo e momenti di ascolto, poiché l’altruismo si nutre anche di empatia e comprensione dei bisogni degli altri, garantendo la trasparenza nella gestione delle risorse e dei servizi, per evitare sospetti e conflitti, consolidando fiducia e collaborazione.
Queste strategie agiscono non solo sulla dimensione materiale della condivisione ma soprattutto su quella relazionale e culturale, essenziali per sostenere l’altruismo in un contesto comunitario ampio e complesso come quello descritto.

