In un contesto comunitario come quello descritto nel romanzo, la possibilità che la vita centenaria diventi quasi una normalità entro cinquant’anni è realistica e supportata da vari fattori. Un fattore favorevole alla longevità centenaria in questo contesto è innanzi tutto un’alimentazione sana. L’autosufficienza alimentare, e il controllo diretto sulla produzione degli alimenti, permette di privilegiare diete equilibrate, biologiche, ricche di nutrienti e poveri di contaminanti, fondamentali per la prevenzione di molte malattie croniche legate all’alimentazione.
Un’abitazione tecnologicamente avanzata che garantisce sicurezza antisismica e antincendio, aria pulita, controllo ambientale e riduzione dell’inquinamento, crea un ambiente salubre e tecnologia avanzata: ciò contribuisce a migliorare la salute complessiva e ridurre rischi fisici e stress ambientali.
L’assenza di classi sociali, di gerarchie asfissianti e di disuguaglianze economiche elimina molte cause di stress cronico, un fattore noto nel contribuire a patologie cardiovascolari, immunodepressione, e invecchiamento precoce. In un modello di vita sociale e comunitaria, la forte coesione sociale e la mutua assistenza in comunità favoriscono il benessere psicologico e la longevità, riducendo isolamento e depressione, condizioni che influiscono negativamente sull’aspettativa di vita.
L’accesso ai servizi primari consente la disponibilità di servizi sanitari e assistenziali integrati con la vita comunitaria, che permettono un monitoraggio costante della salute, una prevenzione precoce e un’azione tempestiva su varie patologie.
Inoltre la scienza medica e biotecnologica sta evolvendo verso terapie che allungano la vita sana, migliorano la rigenerazione cellulare e combattono malattie croniche e degenerative tipiche dell’invecchiamento. Questi progressi saranno ulteriormente valorizzati da uno stile di vita comunitario sostenibile e salubre.
In pratica, un contesto comunitario strutturato con queste caratteristiche, che agisce in modo olistico su ambiente, alimentazione, socialità, equità e tecnologia, può realisticamente favorire che la vita centenaria diventi una norma piuttosto che un’eccezione entro i prossimi cinquant’anni, contribuendo significativamente a una maggiore qualità e durata della vita.

