Per “vaccinare” culturalmente i giovani lavoratori esterni che entrano in contatto con un sistema competitivo e individualista, è importante mettere in atto alcune strategie chiave.
Queste includono l’educazione preventiva finalizzata a sviluppare un forte senso di solidarietà e appartenenza comunitaria, la promozione di una cultura improntata alla creatività e alla cooperazione, e un accompagnamento educativo continuo e attento durante e dopo l’esperienza lavorativa fuori dalla comunità. Il rafforzamento delle competenze sociali e relazionali attraverso attività di gruppo, laboratori e momenti di riflessione collettiva aiuta i giovani a mantenere viva la consapevolezza dei valori comunitari.
Inoltre, è utile creare un sistema di accompagnamento e supporto che segua i giovani nel loro percorso di lavoro esterno, fornendo loro strumenti per gestire e superare le sfide di un ambiente competitivo e individualista. Il ritorno in comunità deve essere facilitato da momenti di rielaborazione condivisa dell’esperienza, che rafforzino l’identità collettiva e le motivazioni a vivere secondo le regole e i principi comunitari.
Queste pratiche sono affiancate da tutta la comunità di adulti, che fanno da modelli e guide, e da attività extrascolastiche e culturali che promuovono il dialogo e la sostenibilità con azioni volte a rafforzare la capacità di scelta, responsabilità, competenze e conoscenze per gestire la propria vita, migliorare l’autostima, l’autoefficacia e l’autodeterminazione. È un processo che porta a prendere decisioni consapevoli, affrontare sfide, e assumersi la responsabilità delle proprie azioni in modo attivo.
Ci sono una ventina di anni per preparare il giovane, mai viene mai mandato allo sbaraglio senza preparazione e consapevolezza del suo incarico. Solo quando si ritiene che un giovane sia pronto per questo compito lo si invita a prendere questa decisione. Se il compito assegnatogli si rivela più grande delle sue forze viene richiamato in comunità.

