L’evoluzione ha prodotto specializzazioni biologiche, che storicamente si sono differenziate per ruoli funzionali alla sopravvivenza e alla riproduzione.
In un contesto comunitario con condivisione totale dei beni, senza proprietà privata, classi sociali, gerarchie e denaro, la specializzazione può offrire vantaggi essenziali ma va considerata in modo armonico per mantenere la coesione sociale. Con competenze specializzate ogni individuo può svolgere mansioni complesse in modo rapido e preciso, con relativo aumento della produttività e dell’efficienza. Inoltre padroneggiare un ruolo specifico aumenta la motivazione e il senso di realizzazione.
La specializzazione riduce la vulnerabilità dell’intera comunità a inefficienze o crisi, garantendo continuità dei servizi e delle attività essenziali. Ogni persona contribuisce con le proprie capacità specifiche al funzionamento armonico della comunità, fondamentale in un sistema senza gerarchie rigide. Del resto l’evoluzione ha fatto in modo che uomini e donne abbiano sviluppato specializzazioni diverse per ruoli legati alla riproduzione, alla raccolta, alla caccia…, migliorando la sopravvivenza del gruppo.
Queste differenziazioni sono emerse da una divisione complementare dei compiti che tuttavia in un contesto comunitario moderno può essere riconsiderata per adattarsi a valori di parità e condivisione. La struttura abitativa unica, altamente tecnologica e antisismica, permette la concentrazione delle attività e facilita l’organizzazione delle funzioni specializzate in maniera integrata. L’assenza di proprietà privata e denaro rende fondamentale la cooperazione e la condivisione dei risultati delle specializzazioni, evitando gerarchie di potere. L’autosufficienza alimentare ed energetica richiede competenze specifiche nei settori dell’agricoltura, della gestione delle risorse e delle tecnologie rinnovabili, ruoli che si devono bilanciare in modo equo e collaborativo. La mancanza di classi sociali e gerarchie “asfissianti” suggerisce l’uso di strumenti di gestione partecipativa e decisionale condivisa per riconoscere e valorizzare le specializzazioni senza creare disuguaglianze.
In un tale ambiente comunitario, la specializzazione dei ruoli porterà a una migliore efficienza e qualità della vita, ma dovrà essere accompagna da modalità di coordinamento che garantiscano equità, rispetto reciproco e assenza di gerarchie rigide per rispettare i principi della condivisione totale dei beni e della collaborazione orizzontale.
Il corpo umano è un esempio eccellente di organizzazione basata sulla specializzazione. È composto da circa 200 tipi di cellule diverse, ciascuna adattata a funzioni specifiche e con forme e strutture interne differenziate per svolgere quei compiti particolari. Le cellule, pur avendo autonomia e capacità metabolica propria, si organizzano in tessuti e organi che cooperano per garantire il funzionamento armonico dell’intero organismo. Alcune cellule hanno ruoli di connessione e supporto; altre sono deputate al trasporto; altre ancora formano rivestimenti strettamente interconnessi; Alcune permettono il movimento; altre raccolgono e trasmettono informazioni; ci sono cellule con funzioni specifiche di difesa o riproduzione…
Questa complessa ma integrata divisione del lavoro cellulare assicura la vita e la salute del corpo umano, che funge come modello ideale per le entità territoriali complesse come le federazioni di gruppi sociali. Anche ogni federazione può essere considerata una “cellula sociale”, con una specializzazione specifica che contribuisce al funzionamento generale e alla resilienza dell’organizzazione internazionale, similmente a come fanno le cellule nel corpo.
Applicando questo modello alla comunità di 1800 persone con condivisione totale, assenza di proprietà privata, denaro e gerarchie, si può immaginare ciascun individuo o gruppo con compiti specifici ma coordinati per il bene collettivo, analogamente ai tessuti/organi nel corpo umano. L’organizzazione deve essere dinamica, con comunicazione tra “cellule” sociali, e una gestione partecipativa che eviti conflitti o gerarchie asfissianti, garantendo così coesione, efficienza e autosufficienza complessiva.

