L’incidenza delle malattie mentali nel mondo attuale è molto rilevante e in crescita: secondo dati recenti dell’OMS e di altri istituti internazionali, oltre un miliardo di persone convive con disturbi mentali come depressione, ansia, e altre patologie psicologiche, pari a circa il 14% della popolazione mondiale. Rispetto al passato, il numero di diagnosi e consapevolezza di malattie mentali è aumentato sensibilmente, anche per maggiori condizioni di stress legate a crisi umanitarie, pandemie, cambiamenti climatici e pressioni sociali. Si stima che in alcune fasce di popolazione (per esempio giovani e donne) i disturbi depressivi e ansiosi siano molto diffusi e in aumento rispetto a decenni fa.
Per il futuro, le previsioni indicano un ulteriore incremento dell’incidenza e dell’impatto delle malattie mentali, soprattutto a causa di fattori socio-economici, ambientali e tecnologici sempre più intensi.
L’uso ossessivo e non regolato delle tecnologie digitali può avere un impatto negativo importante sulla salute mentale, provocando ansia, depressione, disturbi da dipendenza da internet, alterazioni del sonno e isolamento sociale. Questi effetti amplificano il rischio di sviluppare o aggravare malattie mentali.
Ci sono anche fattori di rischio fisici, chimici, ambientali e sociali che influenzano le malattie mentali, come l’esposizione a stress cronico, traumi, conflitti e disastri naturali, inquinamento, sostanze tossiche e esposizione chimica. Povertà, disuguaglianze sociali, emarginazione e isolamento. Stili di vita sedentari, uso eccessivo di tecnologia e dipendenze comportamentali. Questi fattori spesso si sovrappongono e agiscono in modo complesso aumentando la vulnerabilità mentale.
La sicurezza sociale e ambientale, oltre che una vita sana, nelle federazioni favoriscono il benessere fisico e mentale delle persone.

