Non saranno tutte le federazioni nel mondo che potranno permettersi la coltivazione del riso. Il riso è una pianta che inizialmente cresce nell’acqua, quindi ha bisogno che le colture possano essere allagate da una buona rete di irrigazione. Le risaie menzionate nel romanzo sono possibili tramite terrazzamenti, dal momento che il territorio della federazione si trova in zona collinare. L’acqua necessaria è tratta dal torrente che attraversa il territorio e viene preriscaldata proprio con i terrazzamenti.
Poiché il riso può essere un alimento a lunga conservazione, le eccedenze possono essere donate ad altre federazioni che non ne hanno affatto o che la stagione di raccolta non ha dato un buon risultato. Questo ragionamento vale anche per altri cereali, coltivati nelle federazioni secondo il clima e il tipo di terreno dei loro territori. Questi “beni durevoli” vengono scambiati con il coordinamento dell’organizzazione internazionale.
Da un punto di vista ambientale, le risaie costituiscono anche una importante oasi naturale dove l’acqua favorisce una biodiversità di insetti, molluschi, pesci e anfibi, in un ecosistema unico.
Poichè nel territorio non vengono utilizzati diserbanti e altre sostanze chimiche sintetiche, deve esserci la monda manuale delle risaie dalle erbacce che toglierebbero nutrimento al riso durante il periodo dell’allagamento: questo lavoro è affidato a volontari, uomini e donne, come lo era nei secoli precedenti con il lavoro delle mondine. Anche se ci saranno sempre più innovazioni e meccanizzazioni in agricoltura, non si dovrà scendere a compromessi, barattando la salute umana manomessa da sostanze chimiche per risparmiare un po’ di tempo e di fatica. In ogni caso queste sono eccezioni che non si riscontreranno in alte situazioni agricole.

