Nel romanzo si mette ripetutamente in evidenza il contrasto tra il sistema di consumo e il nuovo sistema di condivisione delle federazioni di gruppi sociali. L’organizzazione internazionale che coordina le federazioni è l’immagine fotografica negativa del sistema di mercato, il suo esatto contrario. La competizione economica spinge al consumo di risorse e di energia, le federazioni tendono al risparmio di risorse e di energia. Il sistema competitivo punta sulla soluzione individuale dei problemi, le federazioni tendono alla soluzione collettiva dei problemi. Nel sistema competitivo gli individui, le aziende e i popoli sono messi uno contro l’altro, nell’impossibilità di una collaborazione internazionale. Gli stessi confini nazionali sono il risultato di conflitti militari ed economici del passato, che magari racchiudono gruppi etnici di cultura diametralmente opposta e spesso inconciliabili. L’organizzazione internazionale non ha confini, né geografici, né politici, né economici, né etnici, né culturali, né sociali.
Il mondo competitivo si fonda sulla proprietà privata, sulle classi sociali, su gerarchie ferree, sull’uso del denaro. L’organizzazione internazionale esclude proprietà privata, classi sociali, uso del denaro, gerarchie asfissianti, e tra le federazioni e i loro abitanti non ci sono conflitti dovuti a discriminazioni sessuali, economici, razziali, religiosi, generazionali.
Nel romanzo il sistema competitivo ha un tempo di sopravvivenza limitato e lascerà il posto a un sistema di condivisione.

