L’assenza di proprietà privata indica una situazione in cui i beni prodotti o i mezzi di produzione non appartengono ai singoli privati, ma alla collettività, allo Stato o a forme comuni di gestione. In senso giuridico assoluto, però, è difficile parlare di una vera assenza totale: negli ordinamenti moderni la proprietà privata è di solito riconosciuta, anche se può essere fortemente limitata o sostituita in certi settori, dove si mira ad abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione, non necessariamente di tutti i beni personali. La distinzione è importante: si può abolire la proprietà privata delle fabbriche, della terra o del capitale senza eliminare la proprietà di oggetti d’uso personale.
Nel diritto del sistema di mercato la proprietà privata è riconosciuta e tutelata, ma la legge ne può limitare uso e contenuto per la funzione sociale. Inoltre, per gli immobili, il codice civile esclude che restino senza proprietario: se un immobile non è di alcuno, passa al patrimonio dello Stato.
Per quando riguarda il modello dei cacciatori raccoglitori non esisteva proprietà privata di terreni, boschi, fiumi o altri elementi naturali, pur essendone degli usufruttuari, ma esisteva la proprietà privata degli strumenti di lavoro o di di difesa, costruiti in proprio o ricevuti per donazione. Le abitazioni erano semplici, come tende o capanne, e potevano essere mobili o fisse, di proprietà famigliare o di gruppo.
La struttura abitativa e polifunzionale di quelle entità territoriali autosufficienti descritte nel romanzo filosofico “Aspettando un mondo nuovo”, non sarebbe di proprietà delle singole comunità, ma dell’organizzazione internazionale. I singoli non saranno proprietari di niente ma potranno essere usufruttuari di tutto.

